Riflessioni e pensieri della Comunità... 

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"L’ascolto è una cisterna in cui si versa acqua celeste di parole scandite a gocce di sillabe. L’ascolto è un pozzo che le serba intere, da lì se ne può attingere ogni volta senza che manchi una. E a forza di estrazione la provvista non diminuisce, resta uguale." (Erri De Luca)

Una parola di incoraggiamento rinfresca lo spirito come una bibita fresca in un caldo giorno d’estate.
Ti senti stanco e oppresso dalla vita? Affida il tuo peso a Dio e lascia che sia Lui a portarlo. Le sue spalle sono larghe e le sue braccia sono forti. Le sue orecchie sono aperte alle tue preghiere e le sue mani sono pronte ad aiutarti. La nostra vita quotidiana può essere facilmente piena di stress, pressione e confusione. In qualsiasi momento, però, possiamo fermarci e venire alla presenza dello Spirito di Dio con preghiera e meditazione, e lì trovare pace e ristoro.
Prendi l’abitudine di dare; che si tratti di dare te stesso, il tuo tempo, una parola di incoraggiamento o un orecchio attento e comprensivo. Fallo e troverai una pace e una felicità ineguagliabili.

Riportiamo la preghiera che papa Francesco scrisse quando era arcivescovo di Buenos Aires.

Il pollice è il dito a te più vicino. Comincia quindi col pregare per coloro che ti sono vicini. Sono le persone...di cui ci ricordiamo più facilmente. Pregare per i nostri cari è "un dolce obbligo".

Il dito successivo è l'indice. Prega per coloro che insegnano, educano e curano. Questa categoria comprende maestri, professori, medici e sacerdoti. Hanno bisogno di sostegno e saggezza per indicare agli altri la giusta direzione. Ricordali sempre nelle tue preghiere.

Il dito successivo (medio) è il più alto. Ci ricorda i nostri governanti. Prega per il presidente, i parlamentari, gli imprenditori e i dirigenti. Sono le persone che gestiscono il destino della nostra patria e guidano l'opinione pubblica.. Hanno bisogno della guida di Dio.

Il quarto dito è l'anulare. Lascerà molto sorpresi, ma è questo il nostro dito più debole, come può confermare qualsiasi insegnante di pianoforte. E' lì per ricordarci di pregare per i più deboli, per chi ha sfide da affrontare, per i malati. Hanno bisogno delle tue preghiere di giorno e di notte.

Le preghiere non saranno mai troppe. Ed è lì per invitarci a pregare anche per le coppie sposate. E per ultimo arriva il nostro dito mignolo, il più piccolo di tutti, come piccoli dobbiamo sentirci noi di fronte a Dio e al prossimo. Come dice la Bibbia, "gli ultimi saranno i primi". Il dito mignolo ti ricorda di pregare per te stesso...

Dopo che avrai pregato per tutti gli altri, sarà allora che potrai capire meglio quali sono le tue necessità guardandole dalla giusta prospettiva.

Signore Gesù, rendici degni di servirti nei poveri, 
che sono le persone ammalate ed anziane della nostra Comunità, 
affamate di rapporti semplici e sinceri 
e spesso anzitutto ammalate di solitudine! 
Rendici degni di servirti nei poveri, 
che sono i ragazzi ed i giovani che vivono accanto a noi, 
spesso digiuni di ideali e di punti di riferimento solidi e sicuri. 
Rendici degni di servirti nei poveri, 
che sono le coppie in crisi, assetate di conferme e di dialogo, 
incapaci di guardare al cammino che hanno finora fatto insieme 
ed incapaci di alimentare la fiamma di un amore che continui a ardere, 
anche se brucia sotto la cenere degli egoismi e delle parole non dette. 
Rendici degni di servirti nei poveri, 
che sono le persone sole, abbandonate, divorziate, 
senza più un marito o una moglie, senza un figlio, 
senza più fiducia negli altri, senza più fede: 
eppure tutti uniti in un'ardente ricerca di Te! 
Attraverso i nostri sguardi liberi dal giudizio, 
attraverso le nostre braccia pronte ad accogliere, 
dona loro la forza necessaria per costruirsi, 
con il Tuo aiuto, un futuro migliore. 
Gesù, aiutaci ad andare oltre, fuori da noi stessi, 
per riconoscerti presente e servirti nelle povertà 
dei nostri fratelli. Amen.

Vito Mangia

falegname

Quando passavi la vita
sulle assi di legno
tra scritture di profeti,
quando ti svegliava lacerante
la notte
un tuono estemporaneo,
quando eri solo,
hai mai pensato
Signore
alle cure, agli affanni
dell’uomo alla ricerca dell’utile?
Hai visto mai
Signore
occhi di cupidigia,
larve di tristezza
esasperazione generale
nella vita di quanti,
di qua, di là,
senza una ragione?
Quando al tramonto
levavi insensibile uno sguardo muto, presago
alla cima del Golgota
a sostenere
l’inconsistenza fosca del sole preso dal sonno,
ti sarai fermato
certamente a pensare
quanto si brighi al mondo
per avere qualcosa;
per non avere niente.
E ci si affretta, ci si affanna
per un momento di felicità,
per un sentimento
d’affetto.
E ci si ritrova con niente.
Sempre non si ha niente;
e la gente che ride,
la gente ti umilia. 
E nell’oscurità vischiosa
di questa notte senza nuvole
guardo le stelle
Signore
cadere nel cielo;
e sfumare all’orizzonte
la vaga impressione di un ricordo
nel tempo.
E l’animo fatto sereno,
libero
da pensieri
ti manda un saluto;
un baleno della mente.

Gino Colpo

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C’era una volta una bambina che desiderava più di ogni altra cosa toccare le stelle del cielo….
Una calda notte d’estate, in cui la Via Lattea brillava più che mai, decise che non poteva più aspettare: avrebbe toccato solo una stella o due, non importava quale .Così scivolò fuori dalla finestra e partì con l’intento di raggiungerle.
Dopo tanto camminare si tuffò dentro un torrentello dove si specchiavano mucchi di stelle ma la bimba non ne trovò una. Si sedette a riposare in un prato, che doveva essere incantato, danzò con delle piccole fate per trovare le stelle tra i fili di erba ma non scorse nessuna.” Raggiungerò le stelle del cielo”, gridò la bambina e riprese il suo cammino fin quando si trovò lungo la riva del mare. 
Laggiù, in lontananza, la bambina vide un arcobaleno meraviglioso che sorgeva dall’oceano e saliva nel cielo, pieno di tutti i colori del mondo, blu, rosso, verde….splendido a vedersi. Lo raggiunse evi salì sopra:Ogni volta che faceva un passo, le sembrava di scivolare indietro di due ma continuò imperterrita il suo viaggio tra immense difficoltà. All’improvviso raggiunse la sommità dell’arcobaleno. Dovunque volgeva lo sguardo, le stelle piroettavano e danzavano:Correvano avanti e indietro, su e giù, cambiando continuamente colore attorno a lei.
Finalmente prese una stella, la gioia però la svegliò, si trovò nel suo letto, raggiante per la felicità. Quando aprì il pugno, una minuscola luce le scintillava nella mano. La luce sparì all’istante e lei sorrise perché sapeva che quello era un granello di polvere di stelle.

RIFLETTIAMO:Anche nella vita spirituale bisogna lottare se si vuole conquistare qualcosa. Il racconto presentato ricorda che quanto più in alto si vuole arrivare tanto più duro e perseverante deve essere lo sforzo.

Bruno Ferrero

dovesei

Dove sei,
se attorno a me

vedo gente
che si affanna per il piacere,
per il divertimento,
per accaparrarsi la felicità?
Quando il dolore
entra nella vita quotidiana
e non ne vedi la fine,
quando tutto
ti appare assurdo, incomprensibile,
quando ogni gioia muore
e ogni speranza se ne va…
… Dove sei?
Quando l’amore per la vita
viene distrutto dal proprio egoismo,
quando il buio della notte
oscura il nostro pensiero
e non si scorge la Luce,
quando la morte
appare senza senso,
dove sei, Signore?

"Apri gli occhi
e guardati attorno…
Sono nel disagio del prossimo
che ti rompe,
nella fatica del vecchio ricurvo
che ti chiede aiuto,
nel sorriso azzurro
del bimbo che ti offre la mano…
Voltati,
sono sempre accanto a te

e facciamo la tua strada assieme,
entra con fiducia nella mia Luce."

Gino Colpo