15 Febbraio 2026 - 6a Domenica del Tempo Ordinario
Sir 15,16-21 / Sal 118 / 1Cor 2,6-10 / Mt 5,17-37
Commento Video al Vangelo della Domenica (a cura della Diocesi di Vicenza)
15 Febbraio 2026 - 6a Domenica del Tempo Ordinario
Sir 15,16-21 / Sal 118 / 1Cor 2,6-10 / Mt 5,17-37
Commento Video al Vangelo della Domenica (a cura della Diocesi di Vicenza)

L’ideale religioso degli Ebrei devoti consisteva nell’osservare la legge, attraverso la quale si realizzava la volontà di Dio. Meditare, adempiere la legge, era per l’Israelita la sua “eredità”, “una lampada per i suoi passi”, suo “rifugio”, la sua “pace”. Gesù è la pienezza della legge perché egli è la parola definitiva del Padre. Paolo ci dice che “chi ama il suo simile ha adempiuto la legge... Pieno compimento della legge è l’amore”. Ed è anche in questo senso che Gesù è la pienezza di ogni parola che esce dalla bocca di Dio: “Perché Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito... perché il mondo si salvi per mezzo di lui”. Il cristiano è prima di tutto il discepolo di Gesù, non colui che adempie la legge. I farisei erano ossessionati dalla realizzazione letterale e minuziosa della legge; ma ne avevano completamente perso lo spirito. Di qui la parola di Gesù: “Se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei...”. L’amore non è prima di tutto un sentimento diffuso per fare sempre quello di cui abbiamo voglia, ma al contrario il motore del servizio del prossimo, secondo i disegni divini. Ed è per questo che Gesù enumera sei casi della vita quotidiana - noi vedremo oggi i primi tre - in cui si manifesta questo amore concreto: la riconciliazione con il prossimo, non adirarsi, non insultare nessuno, non commettere adulterio neanche nel desiderio, evitare il peccato anche se vi si è affezionati come al proprio occhio o alla propria mano destra, non divorziare da un matrimonio valido...Il contrasto con i criteri che reggono il mondo attuale non potrebbe essere maggiore. Per quali valori i cristiani scommetterebbero? Ancora una volta siamo confortati dalla affermazione di Cristo: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo! Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».
Continuiamo a gustare le parole del discorso della Montagna, ricco di spunti per cambiare vita e ritrovare il senso del nostro essere cristiani autentici e veri. Gesù parla con schiettezza e ci indica una via di vita che va oltre il criterio di giudizio morale dell'epoca. Gesù è il compimento della legge, nuova alleanza inaugurata nel suo sangue, ci permette di capire l'antitesi tra l'avete inteso che fu detto, ma io vi dico.
Quel ma io vi dico fa la differenza. Il giudizio di Cristo non è codificato dalle leggi del tempo, ma si basa sulla legge dell'amore e della misericordia. La Cristonomia evangelica supera tutte le rigidità delle leggi e dei nostri contesti ecclesiali. Non si tratta di abolire ma di compiere, di attualizzare nel presente ovvero dare anima e calore a un progetto che salva. Accogliere la Buona notizia non solo ci fa essere beati, ma ci dà le chiavi per non perderla attraverso comportamenti pratici indicati da Cristo. Gesù ci ricorda che chi osserva la Parola sarà considerato grande nel Regno dei cieli: ma i grandi sono sempre i piccoli e i poveri che mettono in pratica le sue parole e possono essere chiamati fratelli sorelle e madri. L'osservanza della sua Parola crea veri legami di intimità che superano quelli di sangue, ci aiuta ad essere sinceri, onesti e non giudicare, non avere nemici da odiare. Il rancore e l'odio fuor di metafora sono i veri nemici del cuore che ci imprigionano. Chi dice stupido al proprio fratello si pone come giudice severo che non riconosce nessun bisogno di condono e di misericordia, ci pone al di sopra di Dio, il giudizio è un vero immondezzaio che va bruciato nella Geenna. Con la misura con cui giudichiamo saremo giudicati. La misericordia ha sempre la meglio nel giudizio. Siamo fratelli dello stesso Dna di Cristo e siamo chiamati a guardarci e a trattarci non come colpevoli ma come debitori. Non ci sia alcun debito se non quello dell'amore vicendevole. Chi perdona ha trovato la chiave della propria prigione e della propria infelicità. Chi giudica emette sentenza di condanna, e deve pagare un debito che non si condona se non con l'amore verso gli altri. In questa ottica di misericordia si inseriscono anche le norme della fedeltà coniugale: non è lecito ripudiare la propria moglie se non in caso di concubinato. La fedeltà non è solo un atto esteriore e formale ma intrinseco alle proprie scelte fondamentali di vita, cosi la vera testimonianza di vita che ci rende credibili. Se il tuo occhio ti scandalizza cavalo, meglio entrare con un occhio solo che con due e andare a finire nell'immondezzaio per essere bruciati. Lo scandalo di cui parla Gesù non è solo inteso dagli abusi, che riguardano la sfera affettiva, ma anche gli scandali di una vita non coerente e autentica che turba i piccoli. La sincerità del cuore ci trasforma e ci rende veri discepoli.
La fede ci rende credenti,
la speranza ci renderà credibili,
ma solo l'amore ci fa creduti.
card Mimmo Battaglia, vescovo di Napoli
Vorrei una pace. Non “la pace” come parola grande, lucida, scolpita nei documenti. Vorrei una pace che si possa toccare. Una pace con le ginocchia sbucciate, come i bambini che giocano nei vicoli. Una pace che sa di pane e di sale, che si impasta ogni giorno, che non arriva già pronta. Vorrei una pace che non sia una tregua stanca. Vorrei una pace che non sia solo un intervallo tra due colpi. Vorrei una pace che non abbia bisogno di spiegarsi troppo, perché la riconosci dal rumore: quando arriva la pace, cambia il suono del mondo.
Vorrei una pace che non mi faccia vergognare di essere umano. Perché oggi, diciamolo, a volte ci vergogniamo. Ci vergogniamo di quello che guardiamo e non riusciamo a fermare. Ci vergogniamo di quanto ci abituiamo. Ci vergogniamo del modo in cui scorriamo le notizie con il pollice, come se fossero meteore e non persone. E non è colpa del pollice. È colpa della stanchezza dell’anima. C’è un punto, sapete, in cui il male diventa “normale”. È il punto più pericoloso. Non è quando esplode una bomba: quello è orrore, e lo riconosci.
Sì, certo: la pace è difficile. Ma non è “complicata” nel senso in cui lo diciamo per rimandare. Non è complicata come un modulo da compilare. Non è complicata come un algoritmo. La pace è difficile perché è esigente. Perché ti chiede di cambiare postura. Perché ti chiede di toglierti dal centro. Perché ti chiede di guardare l’altro non come un problema, ma come un volto.
Gesù non ha detto: “Beati quelli che parlano di pace.” Ha detto: “Beati gli operatori di pace.” Operai. Artigiani. Gente che si sporca.
Io vorrei una pace che cominci da qui: dal modo in cui parliamo. Vorrei una pace che disinneschi le parole che incendiano. Vorrei una pace che restituisca dignità ai nomi. Vorrei una pace che non trasformi le persone in numeri, e i numeri in alibi. C’è un momento, in ogni guerra, in cui qualcuno decide che l’altro non è più “una persona”, ma “un bersaglio”. E quando fai questo, hai già perso l’anima, anche se vinci la battaglia.
Vorrei una pace che abbia anche coraggio. Perché la pace ha bisogno di persone coraggiose. Non di persone perfette: di persone coraggiose. Coraggio di dire “basta” quando conviene dire “vediamo”. Coraggio di chiamare il male con il suo nome, anche quando il male è travestito da necessità.
Vorrei una pace. E, con l’aiuto di Dio, con la responsabilità degli uomini, con la dignità dei popoli: la costruiremo.”
Nel cammino quaresimale proponiamo un tempo semplice e profondo di ascolto della Parola: non solo per leggere, ma per lasciarci guardare da Dio e sostare alla sua presenza con cuore disponibile.
Come la civetta, dagli occhi grandi capaci di vedere nel buio e guardare lontano, la lectio ci educa ad allargare lo sguardo, a non fermarci alla superficie e a riconoscere una luce nelle nostre notti.
Un invito a lasciarci guidare dalla Parola, perché renda il nostro cuore più attento e la nostra speranza più forte.
Gli incontri sono aperti a tutti.
Madonna della Pace (Cappella feriale)
ore 20.45
Martedì 17 e 24 febbraio
Martedì 3 - 10 - 17 - 24 marzo
E' il primo giorno della Quaresima, i 40 giorni preparatori alla Pasqua. Questa celebrazione diventa segno per l’intera comunità che ci si sta incamminando verso la Pasqua. Rappresenta per i fedeli un momento di pentimento che deve portare a un percorso di conversione.
Il Mercoledì delle Ceneri ricorre in un periodo che va dall’inizio di febbraio alla metà di marzo. Varia ogni anno a seconda della data in cui cade la Pasqua. Dopo di esso si susseguono le cinque domeniche di Quaresima e la domenica delle Palme.
Testimonianze risalenti al X secolo raccontano di un rito pubblico di penitenza. I penitenti venivano cosparsi di ceneri dal vescovo e successivamente attendevano il giorno dell’as-soluzione il giovedì santo seguente. Nel tempo questo rito venne esteso a tutti i credenti, conservando nella liturgia il gesto dell’imposizione delle ceneri. Le ceneri sono simbolo della condizione dell’uomo destinato alla morte e per questo diventano emblema anche del pentimento per i propri peccati e segno di una rinnovata fede.
La liturgia si serve di una formula ammonitrice: «Ricordati, uomo, che sei polvere e in polvere ritornerai» ma anche di una formula che esprime l’aspetto costruttivo e positivo di questa celebrazione: «Convertitevi e credete al Vangelo».
Secondo la tradizione, le ceneri devono essere ottenute bruciando rami di olivo benedetti l’anno precedente nella domenica delle Palme. Durante la liturgia un pizzico di questa cenere benedetta viene cosparsa sul capo o sulla fronte dei fedeli.
In questo giorno tutti i cattolici sono tenuti a far penitenza e a osservare il digiuno e l’astinenza dalle carni, un’astensione richiesta anche per tutti i venerdì di Quaresima. Inizia, dunque, un tempo di conversione, di preghiera assidua e prolungata, di digiuno e di opere di carità.

SAGRA CASALE 2026
Dopo l’ottimo risultato della scorsa edizione, durante l’incontro del 5 febbraio
sono state stabilite le date dell’edizione 2026 nei seguenti giorni:
7 – 8 – 9 agosto (ven. sab. e domenica)
14 – 15 – 16 agosto (ven. sab. e domenica)
Iniziamo a raccogliere le adesioni da parte dei volontari, grazie.

11-18 luglio 4a Ges Valle Reatina-Assisi
18-25 luglio 5a elementare - 1 media Castil (Tn)
19-26 luglio 2a – 3a Gem Faller (BL)
26 luglio - 2 agosto 1a - 2a - 3a Ges Levico (Tn)
Iniziamo a raccogliere le adesioni da parte dei volontari, grazie.

PROPOSTE DELLA DIOCESI
Mercoledì 18 febbraio: Liturgia delle Ceneri
Ore 18.30 Cattedrale di Vicenza Presiede il vescovo Giuliano Brugnotto.

APPUNTAMENTI DELL’UNITA' PASTORALE
Raccolta dell’ulivo benedetto nel 2025: sarà bruciato per la celebrazione delle Ceneri
Potete lasciarlo nello scatolone, in chiesa, sotto il quadro di San Pio X
Mercoledì 18 febbraio: Le Ceneri - Digiuno e astinenza
Imposizione delle Ceneri
Ore 16.00 San Pio X Liturgia della Parola
Ore 18.30 San Pio X Liturgia della Parola
Ore 18.30 Casale S. Messa
Ore 19.00 Madonna della Pace Liturgia della Parola
Durante la celebrazione delle Ceneri verranno distribuiti i salvadanai “Un pane per amor di Dio” perché ciascuno possa metterci il frutto della propria generosità. I salvadanai verranno raccolti alle Messe della domenica delle Palme.
Giovedì 19 febbraio: Consiglio pastorale parrocchiale unitario
Ore 20.45 Centro Comunitario Madonna della Pace
Venerdì 20 febbraio: Via Crucis
Ore 15.00 chiesa Madonna della Pace
Ore 15.00 chiesa di San Pio X
Al termine della Via Crucis fino alle ore 16.30, a Madonna della Pace e a San Pio X, ci sarà un sacerdote a disposizione per le confessioni individuali.
Venerdì 20 febbraio: Conferenza San Vincenzo U.P.
Ore 16.00 Canonica San Pio X
Sabato 21 febbraio: Incontro organizzativo cammino Quaresima 2026 U.P.
Ore 9.30 Salone canonica San Pio X
L’incontro è rivolto ai sacristi, ai lettori e quanti curano la Liturgia.
Sabato 21 febbraio: Incontro Ministranti: “Vuoi farne parte anche tu?”
Ore 15.00 Chiesa di Madonna della Pace
Battesimi 2026

Cammino battesimale
“Il Battesimo ci inserisce nel corpo della Chiesa, nel popolo santo di Dio. E in questo corpo, in questo popolo in cammino, la fede viene trasmessa di generazione in generazione: è la fede della Chiesa”.
Il dono del Battesimo apre la tua vita all’azione di Gesù che entra nel tuo cuore e nel tuo cammino, costruendo assieme a te una profonda e speciale relazione.
Altro dono grande che il Battesimo porta con sé è l’ingresso nella vita della comunità che ti accoglie, ti abbraccia, ti accompagnerà sempre nei tuoi passi.
Il Signore vi benedica, accompagni la vostra gioia, renda feconda e fruttuosa la vostra vita nel dono del Battesimo che chiedete e già illumina il vostro cammino.
Da questa pagina del Sito sono pubblicati i due percorsi comunitari in preparazione al Battesimo generalmente proposti e organizzati ogni anno nel periodo di primavera e di autunno.
CLICCA QUI PER SCARICARE IL PERCORSO BATTESIMALE 2026


Buon cammino
Per molti cristiani è un obbligo, una routine che rischia di diventare un peso. In realtà le motivazioni di recarsi in chiesa la domenica hanno la loro prima radice nei comandamenti dati da Dio, sul Sinai, a Mosé quando si legge: “ricordati del giorno di sabato per santificarlo”. Quindi la dedicazione di un giorno interamente al Signore.
Il progetto nasce dalla constatazione che nel nostro quartiere di San Pio X poche sono le occasioni dedicate ai bambini dai 6 ai 10 anni (età caratterizzata da forte crescita e numerosi cambiamenti) per incontrarsi e divertirsi assieme di Domenica..