8 Marzo 2026 - 3a Domenica di Quaresima
Es 17,3-7 / Sal 94 / Rm 5,1-2.5-8 / Gv 4,5-42
Commento Video al Vangelo della Domenica (a cura della Diocesi di Vicenza)
8 Marzo 2026 - 3a Domenica di Quaresima
Es 17,3-7 / Sal 94 / Rm 5,1-2.5-8 / Gv 4,5-42
Commento Video al Vangelo della Domenica (a cura della Diocesi di Vicenza)
In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».
Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
Una domenica al femminile per omaggiare le donne. Il cammino della quaresima corrisponde al cammino stesso di Gesù che a più tappe si ferma e ci vuole incontrare. Il Pozzo Sicar non è solo un luogo fisico dove si compie il gesto banale di raccogliere acqua, ma un incontro intimo, una presenza che tocca il cuore, un luogo privilegiato di amore e di intimità. Il pozzo nella Bibbia ha sempre segnato incontri di carattere affettivo e sponsale. Nella nostra vita spirituale ci vogliono sempre situazioni pozzo che cambino la vita e trasformino il cuore. Nel pozzo si incontrano le future spose, e poi facilmente trovi il Messia. Isacco e Rebecca: Il servo di Abramo incontra Rebecca presso un pozzo in Mesopotamia. Giacobbe e Rachele: Giacobbe incontra Rachele presso un pozzo a Carran. Mosè e Zippora: Mosè difende le figlie di Ietro da altri pastori presso un pozzo a Madian.
Lasciamoci incontrare come La samaritana a mezzogiorno, che rappresenta il momento favorevole in cui Dio si manifesta al di fuori del rumore delle altre persone, un ‘one to one’ che cambia la vita. A mezzogiorno Gesù sale sulla croce, per morire alle tre. In questo mezzogiorno ci siamo noi e Gesù, la samaritana e Cristo, una pagana e un Messia. Gesù poteva evitare di entrare in Samaria e invece ci va apposta perché, come Lui stesso dice, è venuto per le pecore perdute di Israele.
Le pecore perdute sono i pubblicani e le prostitute e i senza legge che Dio ama. Di queste persone Gesù ha sete e chiede loro acqua: dammi da bere, non è solo il richiamo alla sete fisica, ma a quella dello Spirito.
Se nelle tentazioni Gesù ebbe fame di pane, qui ha sete di anime, una sete che deriva dalla arsura di chi ama fino alla passione. Il Sitio della Croce è strettamente collegato alla richiesta di acqua fatta alla samaritana. Gesù ha sete del cuore di chi è lontano o di chi non ha mai fatto esperienza di un vero amore: tu non hai marito perché ne hai avuti cinque. Il rischio concreto sta nell'avere tanti legami ed essere soli come la samaritana. La samaritana fa esperienza di una vera adorazione eucaristica: stare davanti a Gesù, il vero Messia che va adorato in spirito e verità.
Nella seconda parte di questo intimo dialogo, la Samaritana non è più vista come pagana o peccatrice, ma come testimone vivente di ciò di cui ha fatto esperienza: ha dato la sua acqua a un uomo speciale che le chiedeva da bere, e ha riscoperto il vero Dio. Gesù ama farsi corteggiare e nello stesso tempo seduce con il fuoco dell'amore divino. Tutti attraverso questa esperienza di amore riusciranno a conoscere la bellezza di Dio e del suo volto rivelato da Gesù.
La salvezza ha un orario preciso, un luogo stabilito e tocca il cuore. Lasciamoci toccare da Cristo e permettiamo alla sua acqua di dissetarci; ricordo un vecchio canto di chiesa che così recita: ed ho capito mio Signore, che sei tu la vera acqua, sei tu il mio sole, sei tu la verità: se lo capiamo siamo davvero felici.

La conversazione di Gesù con la Samaritana si svolge sul tema dell’“acqua viva”. Quest’acqua è indispensabile alla vita, e non è sorprendente che, nelle regioni del Medio Oriente dove regna la siccità, essa sia semplicemente il simbolo della vita e, anche, della salvezza dell’uomo in un senso più generale. Questa vita, questa salvezza, si possono ricevere solo aprendosi per accogliere il dono di Dio. È questa la convinzione dell’antico Israele come della giovane comunità cristiana. E l’autore dei Salmi parla così al suo Dio: “È in te la sorgente della vita” (Sal 036,10). Ecco la sua professione di fede: “Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio” (Sal 042,2). La salvezza che Dio porta viene espressa con l’immagine della sorgente che zampilla sotto l’entrata del tempio e diventa un grande fiume che trasforma in giardino il deserto della Giudea e fa del mar Morto un mare pieno di vita (Ez 47,1-12). Gesù vuole offrire a noi uomini questa salvezza e questa vita. Per calmare definitivamente la nostra sete di vita e di salvezza. “Io, sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10).

Nel deserto non si fa, si diventa
Il deserto è il luogo dove cadono le maschere. È lo spazio dell’essenziale, dove non contano le apparenze né i risultati, ma la verità di ciò che siamo. Nel deserto non si produce e non si conquista: si diventa. Si diventa più autentici, perché il silenzio e la prova fanno emergere il cuore. Questo deserto assomiglia a un labirinto. Non è una strada diritta, ma un cammino fatto di incroci, svolte inattese e percorsi che sembrano allontanare dal centro. È un percorso pieno di pieghe. E proprio le pieghe sono l’immagine più vera della nostra vita: momenti difficili, errori, ripensamenti, attese, deviazioni.
Le pieghe del labirinto ci ricordano che Dio non abita un’idea astratta o uno schema perfetto. Abita la storia concreta, la nostra storia, con le sue fragilità. Anche quando sembra che ci stiamo allontanando, forse stiamo attraversando un passaggio necessario.
Nel deserto-labirinto comprendiamo che il centro non è un luogo geografico, ma una relazione: è l’incontro con Dio nel cuore.
Il deserto ci spoglia. Il labirinto ci educa. Le pieghe ci rivelano.
Il deserto ci fa scoprire chi siamo. Il labirinto ci insegna a scegliere. Le pieghe ci mostrano che Dio è già lì, dentro la trama concreta della nostra vita.
DISSETAMI: Parola della terza settimana di Quaresima
C’è una sete che ci portiamo dentro, silenziosa, ostinata. A volte la copriamo di parole, di impegni, perfino di devozioni.
Ma resta. È la terra secca del nostro essere uomini e donne quando la vita si inaridisce e l’anima sembra spenta; quando sorridiamo fuori e dentro ci sentiamo polvere.
Eppure questo è il Dio che ci viene incontro: acqua buona che non rimprovera la sete, ma la riconosce. Non si allontana quando ci sente aridi, non aspetta che torniamo verdi per avvicinarsi. Si fa vicino, entra nelle storture della nostra storia, sosta accanto alla nostra stanchezza.
La donna non scappa. Resta. E trova il coraggio di dire: «Dammi quest’acqua». È una domanda semplice, ma vera. È la preghiera di chi non vuole più nascondersi, dietro maschere e difese, di chi è stanco di sopravvivere. È il desiderio di un’esistenza finalmente autentica.
Forse anche noi siamo qui per questo: per lasciarci incontrare e per deporre le nostre brocche vuote e tornare a chiedere con umiltà e verità:
Signore, dammi quest’acqua.
Rendimi vero.
Fa’ rifiorire la mia vita.

O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, noi, in quest’ora di tribolazione, ricorriamo a te. Tu sei Madre, ci ami e ci conosci: niente ti è nascosto di quanto abbiamo a cuore. Madre di misericordia, tante volte abbiamo perimentato la tua provvidente tenerezza, la tua presenza che riporta la pace, perché tu sempre ci guidi a Gesù, Principe della pace. Ma noi abbiamo smarrito la via della pace. Abbiamo dimenticato la lezione delle tragedie del secolo scorso, il sacrificio di milioni di caduti nelle guerre mondiali. Abbiamo disatteso gli impegni presi come Comunità delle Nazioni e stiamo tradendo i sogni di pace dei popoli e le speranze dei giovani. Ci siamo ammalati di avidità, ci siamo rinchiusi in interessi nazionalisti, ci siamo lasciati inaridire dall’indifferenza e paralizzare dall’egoismo.
Abbiamo preferito ignorare Dio, convivere con le nostre falsità, alimentare l’aggressività, sopprimere vite e accumulare armi, dimenticandoci che siamo custodi del nostro prossimo e della stessa casa comune. Abbiamo dilaniato con la guerra il giardino della Terra, abbiamo ferito con il peccato il cuore del Padre nostro, che ci vuole fratelli e sorelle. Siamo diventati indifferenti a tutti e a tutto, fuorché a noi stessi. E con vergogna diciamo: perdonaci, Signore!
Nella miseria del peccato, nelle nostre fatiche e fragilità, nel mistero d’iniquità del male e della guerra, tu, Madre santa, ci ricordi che Dio non ci abbandona, ma continua a guardarci con amore, desideroso di perdonarci e rialzarci. È Lui che ci ha donato te e ha posto nel tuo Cuore immacolato un rifugio per la Chiesa e per l’umanità.
Per bontà divina sei con noi e anche nei tornanti più angusti della storia ci conduci con tenerezza.
Ricorriamo dunque a te, bussiamo alla porta del tuo Cuore noi, i tuoi cari figli che in ogni tempo non ti stanchi di visitare e invitare alla conversione. In quest’ora buia vieni a soccorrerci e consolarci.
Ripeti a ciascuno di noi: “Non sono forse qui io, che sono tua Madre?” Tu sai come sciogliere i grovigli del nostro cuore e i nodi del nostro tempo. Riponiamo la nostra fiducia in te. Siamo certi che tu, specialmente nel momento della prova, non disprezzi le nostre suppliche e vieni in nostro aiuto.
Così hai fatto a Cana di Galilea, quando hai affrettato l’ora dell’intervento di Gesù e hai introdotto il suo primo segno nel mondo. Quando la festa si era tramutata in tristezza gli hai detto: «Non hanno vino» (Gv 2,3). Ripetilo ancora a Dio, o Madre, perché oggi abbiamo esaurito il vino della speranza, si è dileguata la gioia, si è annacquata la fraternità. Abbiamo smarrito l’umanità, abbiamo sciupato la pace. Siamo diventati capaci di ogni violenza e distruzione.
Accogli dunque, o Madre, questa nostra supplica. Tu, stella del mare, non lasciarci naufragare nella tempesta della guerra. Tu, arca della nuova alleanza, ispira progetti e vie di riconciliazione. Tu, “terra del Cielo”, riporta la concordia di Dio nel mondo. Estingui l’odio, placa la vendetta, insegnaci il perdono. Liberaci dalla guerra, preserva il mondo dalla minaccia nucleare. Regina del Rosario, ridesta in noi il bisogno di pregare e di amare. Regina della famiglia umana, mostra ai popoli la via della fraternità. Regina della pace, ottieni al mondo la pace.
Il tuo pianto, o Madre, smuova i nostri cuori induriti. Le lacrime che per noi hai versato facciano rifiorire questa valle che il nostro odio ha prosciugato. E mentre il rumore delle armi non tace, la tua preghiera ci disponga alla pace. Le tue mani materne accarezzino quanti soffrono e fuggono sotto il peso delle bombe. Il tuo abbraccio materno consoli quanti sono costretti a lasciare le loro case e il loro Paese. Il tuo Cuore addolorato ci muova a compassione.
Amen
Nel cammino quaresimale proponiamo un tempo semplice e profondo di ascolto della Parola: non solo per leggere, ma per lasciarci guardare da Dio e sostare alla sua presenza con cuore disponibile.
Come la civetta, dagli occhi grandi capaci di vedere nel buio e guardare lontano, la lectio ci educa ad allargare lo sguardo, a non fermarci alla superficie e a riconoscere una luce nelle nostre notti.
Un invito a lasciarci guidare dalla Parola, perché renda il nostro cuore più attento e la nostra speranza più forte.
Gli incontri sono aperti a tutti.
Madonna della Pace (Cappella feriale)
ore 20.45
Martedì 17 e 24 febbraio
Martedì 3 - 10 - 17 - 24 marzo

PROPOSTE DELLA DIOCESI
Giovedì 12 marzo: Ministri straord. Comunione e altri ministeri liturgici
Ore 9.00: RITIRO Centro dioc. Onisto, (chiesa), via Rodolfi 14/16

APPUNTAMENTI DELL’UNITA' PASTORALE
Sabato 7 marzo: Preparazione al Battesimo U.P.
Ore 16.00: Centro parrocchiale San Pio X (secondo incontro)
Lunedì 9 marzo: Formazione animatori U.P.
Ore 20.45 (Centro parrocchiale San Pio X)
Giovedì 12 marzo: Consiglio pastorale U.P.
Ore 20.45 (Canonica San Pio X)
Venerdì 13 marzo: invito rivolto a tutta Unità pastorale
Dalle ore 19.00 alle 19.30: momento di preghiera sulla parola quaresimale della settimana (in chiesa San Pio X)
Venerdì 13 marzo: 5ª primaria U.P.
Ore 20.30 Incontro genitori (Centro parr. S. Pio X)
Sabato 14 marzo: 2ªprimaria U.P.
Ore 16.30 Primo incontro genitori e bambini (Centro parr. San Pio X) cui segue la partecipazione alla Messa delle 18.30 in chiesa San Pio X
Sabato 14 marzo: Preparazione al Battesimo U.P.
Ore 18.30 San Pio X: S. Messa e presentazione battezzandi alla comunità. Riti di accoglienza
Sabato 14 marzo: animazione S. Messa
Ore 18.30 San Pio X S. Messa animata dai giovani GES
Domenica 15 marzo: animazione S. Messa
Ore 11.00 Madonna della Pace S. Messa animata dai ragazzi 4 ªprimaria U.P.
Domenica 15 marzo: Spiogioca
Pomeriggio di giochi organizzato per i bambini delle elementari, dalle ore 15:30 alle 18:30. Vi aspettiamo al Centro parrocchiale di San Pio X!

SAGRA CASALE 2026
Dopo l’ottimo risultato della scorsa edizione, durante l’incontro del 5 febbraio
sono state stabilite le date dell’edizione 2026 nei seguenti giorni:
7 – 8 – 9 agosto (ven. sab. e domenica)
14 – 15 – 16 agosto (ven. sab. e domenica)
Iniziamo a raccogliere le adesioni da parte dei volontari, grazie.

11-18 luglio 4a Ges Valle Reatina-Assisi
18-25 luglio 5a elementare - 1 media Castil (Tn)
19-26 luglio 2a – 3a Gem Faller (BL)
26 luglio - 2 agosto 1a - 2a - 3a Ges Levico (Tn)
Iniziamo a raccogliere le adesioni da parte dei volontari, grazie.
Per molti cristiani è un obbligo, una routine che rischia di diventare un peso. In realtà le motivazioni di recarsi in chiesa la domenica hanno la loro prima radice nei comandamenti dati da Dio, sul Sinai, a Mosé quando si legge: “ricordati del giorno di sabato per santificarlo”. Quindi la dedicazione di un giorno interamente al Signore.
Il progetto nasce dalla constatazione che nel nostro quartiere di San Pio X poche sono le occasioni dedicate ai bambini dai 6 ai 10 anni (età caratterizzata da forte crescita e numerosi cambiamenti) per incontrarsi e divertirsi assieme di Domenica..