19 aprile 2026 - 3a Domenica di Pasqua
At 2,14.22-33 / Sal 15 / 1Pt 1,17-21 / Lc 24,13-35
Commento Video al Vangelo della Domenica (a cura della Diocesi di Vicenza)
19 aprile 2026 - 3a Domenica di Pasqua
At 2,14.22-33 / Sal 15 / 1Pt 1,17-21 / Lc 24,13-35
Commento Video al Vangelo della Domenica (a cura della Diocesi di Vicenza)
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio
di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano.
Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto».
Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Il giorno della resurrezione, il primo dopo il sabato, i discepoli cominciano a disperdersi. Avrebbero cominciato già ad andarsene prima, ma di sabato per gli ebrei è proibito viaggiare. Fa impressione pensare che queste persone, che avevano conosciuto il Maestro di persona, non avevano capito niente. Gesù aveva parlato esplicitamente della sua morte e resurrezione, ma evidentemente non era stato compreso.
Per questo nei quaranta giorni dopo la resurrezione apparirà molte volte, ma sarà solo a Pentecoste con il dono dello Spirito Santo che finalmente i discepoli apriranno del tutto gli occhi. La fede è proprio un dono e dobbiamo chiederlo con insistenza.
I due discepoli tornano a casa loro, tristi perché la speranza di aver incontrato il Messia si era spenta con la crocifissione e la morte del loro Maestro. Gesù si incammina con loro e ha parole severe per la poca fede che dimostrano: stolti e tardi di cuore. Sta di fatto parlando con noi e ci dice: come fate a credere così poco, non avete letto le scritture? E cominciando da Mosè spiega loro tutto quello che si riferiva a lui.
Sarebbe magnifico se potessimo sentire anche noi quella spiegazione! È talmente bella che il cuore arde nel petto dei due. Gesù però non si lascia ancora riconoscere perché vuole regalare loro un altro segno. È anche bellissima la preghiera che i due gli rivolgono: resta con noi. Esprime la loro gratitudine, ma anche il bisogno che hanno di conforto.
L’avvicinarsi della sera è una sottolineatura di questa malinconia che stringe il loro cuore ferito, che ha trovato nelle sue parole una grande consolazione. Così dobbiamo fare anche noi nella fatica del quotidiano, pregarlo perché ci stia vicino. E lui non rifiuta, entra e si mette a tavola con loro. Un momento di grande familiarità e intimità.
Finalmente, nello spezzare il pane, lo riconoscono. È un gesto che gli hanno visto fare tante volte. Anche se Gesù diventa invisibile ai loro occhi, il pane rimane lì. È così anche per noi, non vediamo fisicamente il Signore, ma lo incontriamo nel pane della messa. Questo episodio conferma la nostra fede nella presenza reale di Gesù nell’eucarestia.
Improvvisamente la stanchezza e lo scoraggiamento spariscono e i due discepoli si rimettono in cammino per andare a condividere questa gioia con i fratelli. Questo percorso è ciò che noi facciamo a messa ogni domenica: prima incontriamo Gesù nella Parola che viene letta e commentata e poi lo accogliamo dentro di noi nel pane della comunione. Se abbiamo capito bene, allora anche noi dobbiamo uscire di qui pieni di gioia per andare a condividere con i nostri fratelli questo dono grandissimo!

La scena di Emmaus è un capolavoro di catechesi liturgica e missionaria. Vi è descritto l’itinerario di due discepoli che lasciano Gerusalemme illusi e delusi e vi ritornano per ripartire gioiosi e fiduciosi verso la testimonianza, perché sono stati incontrati dal Crocifisso-Risorto, spiegazione di tutta la Scrittura e presenza perenne tra i suoi nel sacramento del “pane spezzato”. L’inizio del cammino è un allontanarsi dal Crocifisso. La crisi della croce sembra aver seppellito ogni speranza. Colui che l’ha fatta nascere, l’ha portata con sé nella tomba. Non bastano voci di donne per farla rinascere. Gesù raggiunge i due subito a questo inizio e chiede di spartire con loro domande e scandalo. Ecco la prima tappa, quella del problema posto ad ogni persona dall’evento Gesù, il Crocifisso. L’appello di Cristo ci raggiunge sulla strada della nostra fede incompiuta e della sua domanda. Gesù non arriva di faccia, ma da dietro, come dice il testo greco, e cammina a fianco, da forestiero. Il passaggio al riconoscimento ha bisogno della spiegazione delle Scritture. Solo il Risorto ne è l’interprete adeguato. Il cuore riscaldato e riaperto dal segno della Parola spiegata implora il viatico di un segno più intimo, quello del pane spezzato. Gesù, però, sparisce. La Chiesa non può trattenere Gesù nella visibilità storica di prima. Deve sapere e credere che egli è vivo con essa e la vivifica nell’Eucaristia. I discepoli capiscono e tornano a Gerusalemme per condividere con gli apostoli la testimonianza. Emmaus è un capolavoro di dialogo confortante. Emmaus assicura tutti che, quando ascoltano la Scrittura nella liturgia della Parola e partecipano allo spezzare del pane nella liturgia eucaristica, sono realmente incontrati da Cristo e ritrovano fede e speranza.

(Alessandra D'Avenia, Corriere della Sera)
Dall'astronave Orion hanno osservato la faccia che la Luna, data la perfetta sincronia di rotazione attorno a se stessa e di rivoluzione attorno alla Terra (27 giorni circa), non mostra mai. Novità: ha colori inattesi, perché «affidabile» non significa ripetitivo, grigio, noioso, ma tanto certo quanto inesauribile. L'angelo dice che c'è sempre da scoprire qualcosa in ciò a cui presti attenzione, a patto che ti alzi e con cura (da cui curiosità) ci giri intorno (ricerca dal latino «circa», intorno, preceduto da ri-, significa «girare intorno ancora e ancora» come i pianeti), per questo una vita senza ricerca si spegne, perché non presta attenzione a niente, non ama nulla…
Il messaggero dice: svegliati, ricomincia da dove sei, altrimenti stai solo sognando o solo soffrendo. Il luogo per risorgere non è lo straordinario, è il quotidiano, risorgere significa rialzarsi tante volte quante sono le cadute, più una. La resurrezione non cambia il «mondo» ma il «modo» di guardarlo, anche il lunedì.
Casa e avventura, appartenere senza spegnersi, esplorare senza perdersi. Un circolo virtuoso di «Bentornato!» e «Buon viaggio!»: il «per sempre» nel «di sempre», il «nuovo» nel «di nuovo». Questo dice l'angelo, che non ha le ali (neanche il testo gliele attribuisce) ma gliele diamo perché la notizia può raggiungerci ovunque se cerchiamo: certo nelle cose della festa (bello-buono-vero) è più facile, ma solo così tutte le cose solite, spente, grigie, morte rinascono. Se rinasci tu. Come fare?
Proprio in Galilea, prima di sottrarsi definitivamente alla loro vista ascendendo in cielo (che non è quello esplorato da Artemis ma il modo per dire «ovunque»: «che sei nei cieli» non è tra le nuvole, ma dappertutto), il Cristo risorto lo rivela: «Andate in tutto il mondo e date la bella notizia a ogni creatura. Chi crederà sarà salvo». Bisogna darla a ogni creatura! Alla Luna, alle piante in balcone, al gatto, al vicino di casa, allo studente, al collega, al coniuge... Che notizia?
Che il segreto è credere, cioè fidarsi. Credere non è, come si pensa, una consolatoria e irrazionale adesione a una favola, un'autosuggestione per chi non sopporta la vita, ma cercare tra tutto e tutti, visibile e invisibile, ciò che non viene meno, come il naufrago cerca prima l'aria e poi il salvagente. A chi e cosa puoi dire (mi chiede l'angelo): io ti credo, mi fido di te? A chi ti affidi senza paura? Dove cerchi vita? Chi o cosa ti sostiene?
Dalla risposta dipende la resurrezione che ti (a)spetta, e ognuno si sceglie la sua. Qui sulla Terra, mica sulla Luna...

PROPOSTE DELLA DIOCESI
Festival Biblico 2026: “Il potere del limite”
Il Festival coinvolgerà Vicenza e provincia dal 14 al 24 maggio.
Il tema della 22ª edizione si propone di interrogare una delle tensioni più profonde del nostro tempo: il rapporto tra potere e limite in una società che percepisce il limite come un ostacolo da superare e che tende sempre più a interpretare il potere come uso unilaterale della forza.

APPUNTAMENTI DELL’UNITA' PASTORALE
Sabato 18 aprile: ragazzi e genitori di 2ª primaria U.P.
Ore 16.30: incontro dei ragazzi e genitori di 2ª primaria al Centro parrocchiale san Pio X cui seguirà la partecipazione alla Messa delle 18.30.
Domenica 19 aprile: Battesimi U.P.
Ore 10.00 S. Messa (chiesa di San Pio X)
Grazie delle generosità - Conferenza San Vincenzo di San Pio X
La Conferenza ringrazia tutti coloro che fanno offerte per il “Gruppo solidarietà Terzo Mondo” e comunica che i fondi sono utilizzati per sostenere progetti in Perù, Costa d’Avorio e Repubblica democratica del Congo.
Manifestazione “Uova di Pasqua AIL 2026” (Madonna della Pace)
La nostra associazione desidera ringraziare i parrocchiani per la grande sensibilità dimostrata in occasione della manifestazione “Uova di Pasqua AIL”, permettendoci la raccolta di fondi per la lotta alle Leucemie, Linfomi e Mielomi. Grazie al vostro aiuto è stata raccolta la somma di euro 1.420,00 contribuendo a sostenere la ricerca medica in campo oncoematologico, mantenere il preziosissimo servizio dell’assistenza domiciliare ai pazienti di Vicenza e provincia, il sostegno psicologico ai pazienti e il contributo al progetto del Centro Trapianti ematologico.
Un grazie particolare per la collaborazione e per l’ospitalità offerta ai nostri volontari.
Venerdì 24 aprile: prove Cresima
Ore 20.30 chiesa di S. Pio X
Sabato 25 aprile: Messe pre festive
Ore 17.00 Madonna della Pace
Ore 18.30 Casale e S. Pio X
Domenica 26 aprile
Ore 10.00 Prima Eucarestia ragazzi di 2ª GEM U.P. (chiesa di S. Pio X)
Ore 11.00 Battesimi U.P. (chiesa di Madonna della Pace)
Ore 15.30 Cresima ragazzi di 5ª primaria U.P. (chiesa di S. Pio X)

SAGRA CASALE 2026
Dopo l’ottimo risultato della scorsa edizione, durante l’incontro del 5 febbraio
sono state stabilite le date dell’edizione 2026 nei seguenti giorni:
7 – 8 – 9 agosto (ven. sab. e domenica)
14 – 15 – 16 agosto (ven. sab. e domenica)
Iniziamo a raccogliere le adesioni da parte dei volontari, grazie.

11-18 luglio 4a Ges Valle Reatina-Assisi
18-25 luglio 5a elementare - 1 media Castil (Tn)
19-26 luglio 2a – 3a Gem Faller (BL)
26 luglio - 2 agosto 1a - 2a - 3a Ges Levico (Tn)
Iniziamo a raccogliere le adesioni da parte dei volontari, grazie.
Per molti cristiani è un obbligo, una routine che rischia di diventare un peso. In realtà le motivazioni di recarsi in chiesa la domenica hanno la loro prima radice nei comandamenti dati da Dio, sul Sinai, a Mosé quando si legge: “ricordati del giorno di sabato per santificarlo”. Quindi la dedicazione di un giorno interamente al Signore.
Il progetto nasce dalla constatazione che nel nostro quartiere di San Pio X poche sono le occasioni dedicate ai bambini dai 6 ai 10 anni (età caratterizzata da forte crescita e numerosi cambiamenti) per incontrarsi e divertirsi assieme di Domenica..